Rugby? Sport di contatto duro praticato da gentiluomini

Nel convivio di aprile, i Soci del Panathlon Club Lugano hanno ricevuto la gradita presenza di un ospite di lusso: Orazio Arancio che ha suscitato grande interesse negli appassionati e nei soci del sodalizio accorsi numerosi. Orazio Arancio ha alle spalle una carriera ai vertici del rugby internazionale dove ha partecipato a diverse competizioni internazionali. Nel suo intervento appassionato, moderato dal socio Alberto Stival, l’ospite ha definito i contorni etici che regolano questa disciplina che coinvolge milioni di appassionati e sportivi in tutto il mondo. Sono emersi molteplici tematiche che coinvolgono i lavori del Panathlon a tutela dei principi etici dello sport; l’interlocutore ha spiegato i benefici nel far passare ai giovani atleti il senso del terzo tempo, ove i giocatori, al termine della partita si incontrano in modo amichevole per rivivere i momenti salienti e per rilanciare la sfida alla prossima occasione. “E’ molto importante insegnare ai bambini che se inciti e sproni i tuoi avversari a giocare meglio, ti divertirai anche tu di più”. Principio che ha suscitato molti applausi in sala. Significativa è stata la spiegazione dei principi tattici della disciplina dove si attacca e si difende tutti insieme ove tutte le individualità sono messe al servizio della squadra. Nelle fasi finali dell’incontro si sono sviluppati alcuni siparietti divertenti fra soci calciatori, soci arbitri e soci rugbisti; ognuno di loro ha raccontato simpatici aneddoti, citandone la propria prospettiva, a come si sarebbero svolte alcune dinamiche del rugby sia dal punto di vista del calcio come pure da quello degli arbitri. Orazio Arancio, ha chiuso la serata con una simpatica battuta, “il rugby sarà sempre visto come uno sport da mascalzoni praticato da gentiluomini”.

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