Formazione educativa dell’educazione fisica scolastica

In occasione del Convivio del mese di settembre, il Panathlon Club Lugano ha premiato l’orientistaElena Pezzatti, che unitamente a Kevin Toneatti, già partito per motivi di studio alla voltadell’Inghilterra, ha conseguito una brillante media scolastica alla Scuola Cantonale per Sportivi d’Eliterappresentata in sala dal direttore, Mauro Terribilini, socio del sodalizio.

La scuola di Tenero ha consentito ad Elena di concentrarsi sulla propria disciplina sportiva senza dimenticare lo studio che si è sviluppato attraverso la formazione tradizionale d’aula e quella adistanza, sostenuta e sviluppata attraverso formazioni a distanza.

Il Convivio ha dato spazio agli aspetti formativi dell’educazione sportiva nelle scuole ticinesi; Ermanno Del Don, docente e presidente della Società Ticinese dei docenti d’educazione fisica ha stimolato la serata attraverso delle provocazioni mirate e stimolanti.

L’educazione sportiva mira ora a sviluppare in modo armonico le capacità degli studenti, una condizione diversa e più attuale rispetto al passato. Nell’introduzione iniziale di Ivan Degli Esposti, promotore del tema della serata, è stato chiesto al relatore “come è cambiata la professione di docente.” Ebbene, la relazione costante fra i docenti e le Istituzioni ha consentito uno sviluppo graduale e significativo delle strutture e dei criteri formativi. Per il docente è tuttavia importanteaggiornarsi costantemente e seguire l’evoluzione pedagogica e antropologica dei giovani; le attività sportive e fisiche da seguire sono più di cento e monitorare l’evoluzione è al tempo stessoappassionante ma oneroso. Sono circa 330 i docenti che seguono seminari specialistici di formazione continua.

Il lavoro per i docenti non manca, la pigrizia dei giovani ticinesi e oggetto dello “Studio 2014”, haevidenziato che “sempre più giovani sono legati a mezzi di comunicazione e meno interessati apraticare una disciplina sportiva”; un problema di non facile risoluzione e che difficilmente potrà essererisolto a breve, se non lavorando a fondo con misure di sensibilizzazione fra i giovani e le loro famiglie.

Oggi come oggi, ha concluso Del Don, il docente non è semplicemente un trasmettitore di competenze legate alla mobilità fisica ma soprattutto psicologo attento e coach nella vita adolescenziale del giovane.

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